I genitori di Cabiate hanno fatto sentire la loro voce e la scuola ha deciso di rispondere: il tetto minimo di iscrizioni per accedere al doposcuola è stato abbassato.
Il contesto della richiesta
Nei mesi scorsi, un gruppo di genitori ha avviato una raccolta firme, guidata da due mamme, Livia Parodi e Laura Leo, che hanno espresso preoccupazioni per l’assenza del doposcuola. «Abbiamo due bambine della stessa età iscritte all’asilo di Cabiate e ci siamo chieste dove mandare le nostre figlie alle elementari nel settembre 2026. Abbiamo cercato una soluzione che includesse sia il prescuola che il doposcuola, ma ci hanno informato che questo servizio non è attivo da anni», hanno dichiarato. Fino a pochi giorni fa, la quota minima necessaria per attivare il doposcuola era fissata a 20 iscrizioni, ma i genitori hanno chiesto una riduzione significativa di questo numero.
Le decisioni dell’istituto
L’istituto «Don Milani» ha raccolto le iscrizioni e si è preso tempo per valutare la situazione. Finalmente, è arrivata la notizia tanto attesa: «Abbiamo ridotto da 20 a 10 il numero minimo di bambini richiesti per attivare il servizio», ha spiegato il dirigente scolastico Giuseppe Angelo Proserpio. Con 11 iscrizioni registrate, c’è ancora la possibilità di accogliere ulteriori famiglie. Grazie a questa modifica, i bambini della primaria potranno rimanere in aula un’ora in più, fino alle 17.30, con la supervisione di un educatore scelto tramite un bando.
«Il servizio partirà non appena saranno completate le 40 ore di programmazione. Stiamo attendendo il calendario definitivo per stabilire una data», ha aggiunto il dirigente. Inizialmente, c’era preoccupazione riguardo ai costi per le famiglie, ma i genitori hanno confermato che il servizio risulta comunque più economico e pratico rispetto all’assunzione di una babysitter. Questo rappresenta un importante sollievo per le 11 famiglie coinvolte, alcune delle quali affrontano quotidianamente lunghe ore di lavoro e difficoltà nel rientrare a Cabiate entro le 16.30. La scuola ha scelto di adattarsi alle esigenze delle famiglie, tenendo conto della raccolta firme. Una decisione frutto di un dialogo diretto con i genitori, mirata a evitare che il servizio rimanesse inutilizzato per un altro anno.